Come si vive in via Breme? Lo abbiamo chiesto per voi a chi abita qui

13 Giu Come si vive in via Breme? Lo abbiamo chiesto per voi a chi abita qui

Vorrei acquistare quella casa nuova in vendita, ma come si vivrà nella zona di via Breme? Ci siamo messi nei tuoi panni e siamo andati a fare qualche domanda in giro, alle persone che abitano già qui. Che ci hanno detto che…

La primavera riscalda l’aria di via Breme. E’ pomeriggio. I lavoratori che godevano dell’ombra degli alberi della zona verde, all’ora di pranzo, sono rientrati nelle aziende. Tante le imprese che hanno scelto questa zona per la propria sede. Comoda per gli spostamenti, ben servita. Ci addentriamo tra le vie tranquille, tra i negozi e nei parchi affollati da mamme e bambini che giocano liberi e sicuri.

Chiara, 37 anni, la incontriamo mentre trasporta pizzette e pasticcini per la festa di compleanno di una delle sue tre figlie, sulla porta della scuola paritaria Maria Consolatrice di via Ampezzo. Le chiediamo com’è vivere qui. “Abito qui da quando sono nata, e così anche mio marito”, ci racconta. “Non ce ne andremmo mai da questa zona: perché mai? Qui abbiamo tutte le nostre relazioni sociali ed è un quartiere che si sta riqualificando parecchio. La scuola dove abbiamo iscritto le nostre figlie è un valore aggiunto”.

Sono tante le mamme come Chiara, e – tantissimi – i nonni che incontriamo quando suona la campanella dell’uscita. Difficile convincerli tutti a farsi fare una foto. Non ci riusciamo con Lina, per mano a una bimba, che fa la di mestiere la tata e abita in zona da 30 anni. “L’avvento del centro commerciale Portello ha cambiato in meglio la zona: è un punto di aggregazione, soprattutto per anziani e famiglie. L’utenza del quartiere in questi anni è cambiata, si è evoluta”,  afferma. Anche il 76enne Nino, da milanese verace, rifugge all’obbiettivo della macchina fotografica e ci regala solo due frasi: “Questa è una zona di poco traffico e fabbrichette”, riassume. Così anche Cosimo: “Sono vie tranquille, queste”. Hanno il senso della sintesi.

Abita in zona invece da 15 anni la signora Sila. Come si sta qui? “Discretamente”, dice modestamente. Due nipotini a scuola, intorno ai 4 anni, è lieta che abbiano da poco aperto la zona verde di via Breme, e non vede l’ora che ci mettano dei giochi per far giocare i bambini. “La zona era industriale, ma è cambiata velocemente negli ultimi anni, con tantissime abitazioni civili”. Poi incontriamo Marco, un papà finalmente. “Abito nel quartiere Villapizzone da 40 anni, e ora che ho dei figli è bello perché ci si ritrova tra i giardini e l’oratorio, è una zona ricca di giovani famiglie, questa”.

Svoltiamo in via Panfilo Nuvolone e incontriamo Luca, 34enne al lavoro mentre prepara le auto per le concessionarie. Niente foto, ma ci racconta della sua gioventù vissuta tra Quartoggiaro, Certosa e viale Espinasse. Ora ci viene solo per mestiere, ma non per altro: la moglie abitava fuori Milano. “Se mi metto nei panni di una famiglia che cerca una casa in vendita a Milano, questa è effettivamente la zona perfetta. Le giornate trascorrono serene, qui. Tanta gente al lavoro negli uffici, molte famiglie, problemi di sicurezza come legati allo spaccio sono totalmente assenti”. Mansur, il meccanico nel negozio a fianco, si lamenta anche un po’ per tutta questa tranquillità: “Mancano i clienti”, ci dice con cadenza meneghina. “E’ la crisi, è dura”.

Roberta quasi si arrabbia quando tentiamo di immortalarla, ci consente di fotografare solo il suo negozio di oggetti usati e preziosi. “Hanno costruito molto, qui in via Breme: ci sono case nuove in vendita. Il Portello è un centro di aggregazione importante per le persone della zona. E anche per chi ha animali questa è una zona ideale: ci sono molte aree verdi per far sgambare i cani, anche durante la pausa pranzo”.

Della stessa idea è Mariangela. Fotografiamo con il suo permesso i piedini del suo bimbo di 5 anni, che si diverte come un matto nel parco di via Breme. Con loro, un cagnolino, anche lui sembra a suo agio nel prato.

Raggiungiamo l’oratorio di Santa Marcellina, entriamo da via Espinasse. Ci colpisce subito il festoso chiasso dei bambini. C’è caldo, e loro si divertono tra giochi d’acqua, calcetto, disegni con i gessi. Lì incontriamo Silvia e Susanna. Due delle tantissime mamme che si godono l’ombra degli alberi del parco mentre i loro bimbi giocano sicuri a poca distanza da loro, tra campi di pallone, gelati e giri in bicicletta. “Come zona è ben servita: per chi ha dei bambini è un’isola felice: scuola, oratorio e sport sono tutte vicine. Per noi mamme, mancherebbe un po’ di shopping, ma c’è il Portello e basta prendere il 14 per raggiungere il centro in meno di mezz’ora”. 

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